
Il nome stampato su un diploma non corrisponde sempre al cognome registrato all’anagrafe. Nome del coniuge, nome del genitore non trasmesso alla nascita, doppio nome composto liberamente: esistono diverse opzioni per far figurare un nome d’uso su questo documento. La questione si pone al momento dell’iscrizione nell’istituto, poiché è in questa fase che la scelta produce i suoi effetti sui documenti rilasciati al termine del percorso di studi.
Diploma nazionale e documenti interni: cosa può modificare l’istituto
La distinzione tra diploma nazionale e documenti amministrativi interni è raramente spiegata. Il diploma di stato rimane in linea di principio allineato con l’anagrafe del titolare. Le università che offrono la possibilità di utilizzare un nome o un cognome d’uso, come l’Università Grenoble Alpes dal 2024-2025, precisano che questa possibilità riguarda “la maggior parte dei documenti interni” (tessera studente, elenchi di chiamata, ENT).
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Il diploma nazionale obbedisce a regole distinte. Affinché un nome d’uso vi compaia, è generalmente necessario che l’istituto lo abbia registrato al momento dell’iscrizione e che la richiesta sia compatibile con i testi che regolano il rilascio del diploma. Comprendere il nome d’uso su un diploma ottenuto implica quindi distinguere ciò che riguarda il comfort amministrativo quotidiano e ciò che appare sul pergamena ufficiale.
Il nome sul diploma dipende da ciò che è stato dichiarato al momento dell’iscrizione. Correggere dopo il rilascio è possibile, ma la procedura varia da un istituto all’altro e può richiedere diversi mesi.
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Nome d’uso dopo matrimonio o nome di un genitore: tabella comparativa delle opzioni
Il codice civile consente a ogni persona maggiorenne di utilizzare un nome d’uso nella vita quotidiana. I casi più frequenti al momento dell’iscrizione in un istituto di istruzione superiore si suddividono in tre categorie.
| Situazione | Nome d’uso possibile | Giustificativo abituale |
|---|---|---|
| Matrimonio | Nome del coniuge solo o doppio nome (nome di nascita + nome del coniuge, ordine libero) | Atto di matrimonio o libretto di famiglia |
| Nome del genitore non trasmesso | Nome dell’altro genitore solo o doppio nome (cognome + nome dell’altro genitore, ordine libero) | Atto di nascita che menziona la filiazione |
| Doppio cognome alla nascita | Solo uno dei due nomi | Atto di nascita |
In ogni caso, il nome d’uso rimane facoltativo e deriva da una scelta personale. Nessuno, né l’amministrazione né il datore di lavoro, può imporre l’uso di un nome d’uso.
Ordine dei nomi in un doppio nome d’uso
Il doppio nome d’uso può essere composto nell’ordine desiderato dal titolare. Una persona nata Durand che sposa Martin può presentarsi come “Durand-Martin” o “Martin-Durand”. La stessa libertà si applica quando il doppio nome associa il cognome e quello del genitore non trasmesso.
Questa flessibilità ha un limite: in caso di doppio cognome d’origine (due nomi trasmessi alla nascita), solo un nome per genitore può entrare nella composizione del nome d’uso.
Segnalare il proprio nome d’uso all’iscrizione: procedura e documenti da fornire
La maggior parte degli istituti di istruzione superiore richiede di indicare il nome d’uso fin dalla prima iscrizione amministrativa. Alcune università, come l’Università Paris Cité, hanno implementato un modulo dedicato e un circuito di validazione interno per trattare queste richieste.
I documenti giustificativi variano a seconda della situazione:
- Per un nome d’uso legato al matrimonio: copia dell’atto di matrimonio o del libretto di famiglia. In caso di divorzio, può essere richiesto il giudizio che specifica l’autorizzazione a mantenere il nome d’uso.
- Per un nome d’uso legato alla filiazione: copia integrale dell’atto di nascita, che deve menzionare il nome del genitore interessato.
- Per un cambiamento durante il percorso di studi: modulo specifico dell’istituto, accompagnato dal giustificativo corrispondente al nuovo nome d’uso desiderato.
Dichiarare il nome d’uso prima della fine del primo semestre evita correzioni successive sui certificati di voto e sul diploma.
Modifica dopo il conseguimento del diploma
Un diploma già rilasciato con il cognome può essere oggetto di una richiesta di rettifica presso il servizio di segreteria o il rettorato, a seconda dell’istituto. La procedura implica la fornitura degli stessi giustificativi richiesti al momento dell’iscrizione, ai quali a volte si aggiunge il diploma originale.
Il tempo di elaborazione dipende dall’istituto. Alcune università rilasciano un pergamena corretta, altre forniscono un’attestazione complementare che menziona il nome d’uso.

Nome d’uso su un diploma e uso professionale: cosa fa fede
Il cognome registrato all’anagrafe rimane l’unico avente pieno valore giuridico sugli atti ufficiali. Il nome d’uso figurante su un diploma non modifica l’anagrafe. Qualsiasi datore di lavoro o amministrazione può verificare l’identità tramite l’atto di nascita, indipendentemente dal nome riportato sul diploma.
In pratica, la coerenza tra i documenti facilita le pratiche. Un diploma con il nome d’uso “Durand-Martin” associato a una carta d’identità che menziona lo stesso nome d’uso evita richieste di spiegazione durante un reclutamento o un’iscrizione a un ordine professionale.
Per far apparire il nome d’uso sulla carta d’identità o sul passaporto, la richiesta si effettua al momento del rinnovo del titolo, spuntando la casella dedicata al nome d’uso e fornendo il giustificativo adeguato (atto di matrimonio o atto di nascita a seconda dei casi).
Caso del cambiamento di cognome per decreto
Il cambiamento di cognome (per decreto o tramite la procedura semplificata che consente di prendere il nome del genitore non trasmesso) produce un effetto diverso: il nuovo nome sostituisce il precedente nell’anagrafe. Il diploma può quindi essere rettificato per riflettere questo cambiamento, che non è più un semplice uso ma una modifica definitiva.
La scelta tra nome d’uso e cambiamento di cognome dipende dall’obiettivo perseguito. Il nome d’uso può essere attivato e disattivato liberamente, senza procedura giudiziaria. Il cambiamento di cognome è irreversibile nei fatti e modifica tutti i documenti d’identità.